Ripartire, ma con il piede giusto: ecco cosa dovrebbe fare un’azienda per essere sostenibile nel post Covid-19

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Una nuova resilienza della società, del sistema sanitario e dell’economia nei confronti delle pandemie è ciò che auspica un recente manifesto per il Grean Deal europeo, sottoscritto fino ad oggi da 110 aziende e gruppi di aziende.

Acea, Enel, Poste Italiane, Conai, Federchimica, Coldiretti, Lega Coop e molte altre hanno accolto questa iniziativa per sollecitare i decisori politici a fare scelte compatibili con il Recovery plan europeo, l’ambizioso progetto per un’economia avanzata e circolare.

D’altra parte le potenzialità di sviluppo della green economy sono enormi nel nostro paese ma, in attesa delle proposte politiche, molte cose possono già cambiare se si smuovono le acque “dal basso”. Se le piccole e medie imprese comprendono, cioè, di essere adesso direttamente coinvolte, di non potere rimandare la revisione delle proprie politiche di produzione o erogazione dei servizi e di dover anteporre il bene dell’ambiente e della collettività all’interesse personale.

Purtroppo la cultura della sostenibilità è poco diffusa in Italia e appartiene soprattutto ad aziende quotate. Nel post Covid-19 è invece necessaria la collaborazione di tutti gli attori del sistema economico, affinché si affrettino a definire i propri piani strategici di sostenibilità aziendale.

Ma cosa può fare un’ azienda per essere più sostenibile?

Dalle parole ai fatti: l’azienda veramente sostenibile

O la sostenibilità o la vita: è ormai chiaro che l’azienda di domani sarà sostenibile o, altrimenti, perirà sotto i colpi di una consapevolezza del consumatori sempre più diffusa sui temi dell’ambiente e dell’ecologia.

Diventare imprese sostenibili è anche vantaggioso. Milioni di persone nel mondo sono interessate al futuro del pianeta e rivolgono già la loro attenzione verso imprese disposte a cambiare e a porre in essere una serie di comportamenti virtuosi.
Naturalmente, il green washing non paga: adottare comportamenti sostenibili come strategia di marketing accessoria è spesso controproducente perché acquirenti e dipendenti comprendono la differenza tra un’azione significativa e una di facciata.

Adesso che attività, uffici e locali commerciali riaprono è il momento giusto per scrivere una storia aziendale che si fondi su nuovi valori.

Ma cosa rende un’azienda più sostenibile? Qui di seguito suggeriamo alcune iniziative che, tuttavia, non vogliono rappresentare un elenco esaustivo.

Controllare l’emissione di gas inquinanti
Ridefinizione del ciclo di vita del prodotto con risparmio sugli inquinanti; riutilizzo delle materie prime (senza riduzioni qualitative); realizzazione di nuovi prodotti pensati per durare nel tempo; ottimizzazione degli impianti di riscaldamento e raffreddamento.

Ridurre il consumo di CO2
Adozione dello smart working (combatte il traffico automobilistico nelle ore di punta, determinando una riduzione del 20% delle emissioni); realizzazione di programmi di car sharing per raggiungere l’ufficio ed allontanarsi da esso; abbattimento dei costi di trasporto degli approvvigionamenti (l’acqua da bere, per esempio, non andrebbe acquistata nelle bottiglie di plastica, ma prelevata da distributori d’acqua collegati alla rete idrica).

Individuare le carenze dal punto di vista del risparmio energetico
Installazione di pannelli solari e modifica dell’impianto di illuminazione; utilizzo di fonti rinnovabili per il funzionamento dei macchinari.

Favorire l’economia circolare
Realizzazione di programmi per i dipendenti utili alla sensibilizzazione sul tema del riciclo e della lotta alla plastica; distribuzione di borracce ecologiche ricaricabili per l’acqua da bere.

Realizzare interventi ambientali diretti
Piantumazione di alberi; supporto, anche finanziario, ad ONG locali che si occupano di tutela dell’ambiente; realizzazione di eventi o interventi strutturali che siano di miglioramento per la sostenibilità del proprio territorio.