I PURIFICATORI D’ACQUA ACQUALYS SONO IDONEI A FRUIRE DEL CREDITO D’IMPOSTA PARI AL 50% (LEGGE 30 dicembre 2020, n. 178).

Spreco dell’acqua: Quanto contribuiamo?

Dispenser e Erogatori d'acqua Acqualys

Lo spreco dell’acqua è un problema in continua espansione, e con il passare degli anni l’emergenza idrica è sempre più allarmante. Al momento viviamo in un contesto globale paradossale, in cui da una parte del mondo vi è un enorme spreco dell’acqua, e dall’altra parte si vive un’acuta scarsità di questa risorsa.

La situazione attuale dello spreco dell’acqua è destinata a peggiorare. Difatti gli esperti hanno stimato che nel 2050 non ci sarà acqua a sufficienza per sfamare la totalità della popolazione mondiale prevista, e questa conseguenza è dovuta alla crescente domanda di cibo e fibre che diverrà insostenibile rispetto alla disponibilità d’acqua che avremo a disposizione.

Unica soluzione a questo problema a dir poco preoccupante è cercare di ridurre lo spreco dell’acqua su più fronti, e convertirlo in un consumo responsabile partendo dal singolo privato sino ad arrivare alle grandi imprese e fabbriche. L’acqua è una preziosa risorsa che troppo spesso si dà per scontata dimenticando che non è infinita, e che un giorno non troppo lontano potrebbe arrivare ad esaurirsi.

Il nostro consumo medio dell’acqua

Per fare un passo avanti verso la riduzione dello spreco dell’acqua, il cosiddetto oro blu, dobbiamo partire dalla consapevolezza su alcuni dati. Da un’analisi dei consumi per paese è emerso che in Italia il consumo medio dell’acqua arriva fino a circa 192 litri giornalieri a persona, un numero significativo fra i più alti a livello europeo, che ci fa riflettere sul nostro comportamento in merito all’utilizzo distratto che ne facciamo.

Occorre tenere presente che questo tipo di sprechi sono molto incisivi, e se prolungati nel tempo non fanno che peggiorare la situazione già problematica. Per questo motivo si rende necessario iniziare ad agire prontamente per riuscire a far diminuire un consumo medio dell’acqua così alto.

Quella attuale è una condizione aggravata ulteriormente da fattori come l’inquinamento, in particolare l’inquinamento da plastica, un elemento che fa parte della nostra quotidianità ma di cui potremmo fare a meno prendendo esempio da una famiglia austriaca, che ha dimostrato che si può vivere senza plastica.

Emergenza idrica: come contrastarla

Ma da dove possiamo iniziare concretamente a contribuire a ridurre lo spreco d’acqua?

Per far fronte all’emergenza idrica, dobbiamo partire innanzitutto dall’applicazione di buon senso alle normali azioni quotidiane, le quali hanno una rilevanza minima per noi ma grande per l’ambiente.

Si può partire da una modifica delle abitudini quotidiane, come ad esempio quella di lavarsi i denti. Il semplice gesto di chiudere il rubinetto invece di lasciarlo aperto durante tutto il processo costituirà già un contributo. Vi sembrerà poco, pensando a quante volte viene ripetuta questa azione durante l’anno si può avere un’idea della portata d’acqua che viene sprecata.

Altri gesti quotidiani che coinvolgono l’utilizzo dell’acqua come farsi la doccia, lavare i piatti, lavare la macchina, innaffiare il giardino o le piante fanno parte di quanto possiamo cambiare per renderci utili. Non sono gesti da eliminare ma semplicemente da gestire con maggior consapevolezza, in modo da diminuire il consumo medio dell’acqua e preservare questa risorsa inestimabile di cui siamo responsabili per noi e per il mondo che ci circonda.