Meno plastica a tavola: la rivoluzione la fanno i brand. Cosa fanno le grandi marche?

meno plastica a tavola

È allarme plastica. In Europa non si parla d’altro, dopo la decisione (sacrosanta) dell’Europarlamento di vietare i composti più dannosi per l’ambiente. Il problema dei rifiuti marini, costituiti in gran parte di plastica, è stato di recente portato all’attenzione del Parlamento, come pure le nuove scoperte di microplastiche nel nostro intestino. Ogni volta che ingeriamo del cibo, infatti, pare che introduciamo nell’organismo anche particelle microplastiche.

 

Cosa sono le microplastiche

 

Le microplastiche, ovvero frammenti di plastica di misura inferiore a 5 mm, sono state rinvenute anche nel sale da cucina. Una recente ricerca condotta su vasta scala ha preso in esame sale marino, di miniera e di lago. L’inquinamento sembra essere davvero pervasivo: pesce, carne, frutti di mare, acqua del rubinetto, imbottigliata, bibite e così via. Sembra davvero impossibile sfuggire alle microplastiche.

 

I frammenti rinvenuti sono fatti di polietilene, polipropilene e polietilene tereftalato (Pet), i tipi di plastica più comunemente usati per imballaggi monouso. Occorre quindi una drastica inversione di rotta, a livello legislativo e non solo. Le grandi marche si stanno già organizzando e sensibilizzando sul tema: vediamo quali sono i provvedimenti presi finora.

 

Lidl, stop alla plastica

 

La catena di supermercati Lidl prevede, entro la fine del 2019, in oltre 600 negozi, la sparizione di bicchieri, piatti e posate di plastica monouso, che saranno sostituiti da prodotti realizzati con materiali alternativi o riciclabili. Saranno eliminate anche le posate e le cannucce presenti nei piatti pronti e nelle bevande da asporto.

 

Ikea, è tempo di riciclare

 

Ikea, il colosso svedese, eliminerà la plastica monouso da tutti i punti vendita entro il 2020.

La decisione, molto apprezzata da Greenpeace, mette al bando piatti, bicchieri, sacchetti per il congelatore, sacchi per la spazzatura e cannucce. L’obiettivo di Ikea è l’eliminazione di tutti i prodotti realizzati a partire dal petrolio e utilizzare esclusivamente elementi in plastica proveniente dal riciclo.

Un comunicato di Greenpeace riporta: “La decisione di Ikea di rimuovere la plastica monouso dai suoi negozi è un passo importante nella giusta direzione. È giunto il momento anche per altre multinazionali di fare lo stesso e di ridurre drasticamente la quantità di plastica usa e getta immessa sul mercato. Ogni minuto che passa, nei mari del Pianeta finisce l’equivalente di un camion pieno di plastica, un quantitativo inaccettabile di rifiuti che ha raggiunto anche località remote come l’Antartide, l’Artide e il punto più profondo dell’oceano, la Fossa delle Marianne”.

 

I grandi marchi all’attacco

 

Tra gli altri, Nestlé ha annunciato che entro il 2025 proporrà solo imballaggi riciclabili o riutilizzabili; Coca-Cola vuole raccogliere e riciclare in tutto il mondo il 100% dei propri imballaggi entro il 2030. Mulino Bianco è più avanti: dal 2017, utilizza per il 98,7% della produzione solo imballaggi riciclabili. E ancora, abbiamo gli impegni di Ryanair, Volvo, Walt Disney, Coop, Carrefour e tanti altri ancora…

 

Non solo cibo

 

Anche i grandi marchi dell’abbigliamento hanno deciso di adeguarsi alle nuove direttive e di diventare più ecologici: Burberry, Zara, plastica a tavolaL’Oréal e H&M hanno infatti ridotto la produzione di buste di plastica. Lanciato dalla Ellen MacArthur Foundation, l’accordo per ridurre la plastica nel settore abbigliamento è stato firmato da oltre 250 aziende di vari settori in tutto il mondo.

 

Cosa possiamo fare noi

 

Ridurre il consumo di plastica è possibile, basta prendere piccoli accorgimenti, preferire sempre i prodotti privi di imballaggio, usare prodotti biodegradabili e dire no ai sacchetti di plastica. Anche eliminare le bottiglie di plastica è utilissimo: i distributori d’acqua, installati a casa, aiutano a diminuire l’inquinamento di mari e oceani e, al contempo, forniscono acqua sicura e controllata, priva di microplastiche aggiunte. Perché bere acqua imbottigliata settimane o mesi prima, e trasportata per centinaia di chilometri, quando si può bere acqua sicura e a km zero?

 

Tanti piccoli gesti, che sommati potranno dare grandi risultati. Riusciremo a ridurre la plastica e a vivere in modo più ecosostenibile?

 

 

 

 

 

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