Il boccione d’acqua non conviene più

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Negli anni ’90 il boccione d’acqua era ancora il metodo più diffuso per l’approvvigionamento di acqua da bere negli uffici e in alcune attività commerciali. 

In tempi più recenti invece si sono imposti sul mercato gli erogatori d’acqua a rete idrica, con i quali è possibile purificare l’acqua del rubinetto per privarla del cattivo sapore invece di bere quella commercializzata con il boccione d’acqua e potenzialmente non sicura, come vedremo tra poco.

L’acqua alla spina offre enormi vantaggi se paragonata al boccione d’acqua. Tra i due sistemi ciò che cambia in massima misura è la praticità. 

Nel caso del boccione d’acqua si deve provvedere a programmare l’acquisto delle scorte, occorre trovare un luogo adatto alla conservazione igienica e sicura e bisogna smontare e rimontare il boccione sulla sua colonnina ogni qualvolta si esaurisce. 

Un distributore d’acqua a rete idrica, invece, funziona semplicemente aprendo il rubinetto, la sua installazione è semplicissima e viene fatta una tantum. 

Una volta collegato al proprio impianto idrico si sperimenterà da subito un risparmio consistente: non serve più acquistare i boccioni, il cui costo è anche per una parte costituito dall’imballaggio (lo stesso involucro in PET) e dall’inquinante trasporto su strada. 

L’acqua di acquedotto è in Italia anche particolarmente economica, più che in altri paesi d’Europa e più che altrove è controllata e sottoposta a numerose analisi.

È vero che è presente del cloro nell’acqua potabile ma il quantitativo di questo disinfettante è minimo e un eventuale retrogusto fastidioso, da esso causato, si elimina facilmente con la filtrazione dei purificatori d’acqua. Il cloro è invece fondamentale affinché l’acqua di rubinetto sia sempre priva di virus, batteri e agenti patogeni di qualsiasi tipo. Il suo utilizzo è quindi una garanzia di sicurezza per il consumo umano e animale.

In breve il boccione d’acqua non è più il candidato ideale per soddisfare il fabbisogno di acqua da bere nei luoghi di lavoro o nelle attività aperte al pubblico:

  • è ingombrante, pesante, difficile da sostituire;
  • determina un problema di conservazione in sicurezza;
  • costituisce un costo fisso, di cui è difficile prevedere l’andamento (in estate si consuma più acqua, in altri periodi dell’anno di meno);
  • inquina moltissimo, sia a causa del confezionamento in materiale plastico sia perché alimenta il mercato del trasporto su strada.

E c’è un ultimo aspetto che non abbiamo ancora approfondito…

È sicuro bere l’acqua contenuta nel boccione?

L’acqua del boccione permane all’interno del recipiente plastico per più giorni e se il consumo idrico è modesto per periodi ancora più lunghi. È perciò legittimo chiedersi se questo non costituisca un rischio per la salute.

Durante le analisi eseguite su campioni di acqua conservata in bottiglie di plastica si riscontra spesso la presenza di elementi come aldeidi, antimonio, chetoni e ftalati, tutte sostanze pericolose e in qualche caso potenzialmente cancerogene, anche quando ingerite in basse percentuali.

La risposta alla nostra domanda potrebbe essere contenuta nelle stesse raccomandazioni stampate sull’etichetta dell’acqua che si compra comunemente al supermercato: “Conservare al riparo dalla luce, in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore”. 

Se ne deduce che, esattamente come nel caso delle bottiglie e se non correttamente conservato (anche durante il trasporto e anche dal rivenditore, non solo dall’utilizzatore finale), il boccione d’acqua può costituire un pericolo per il possibile rilascio di microparticelle di plastica nel liquido. 

Ma anche se ci impegnassimo al massimo nella corretta conservazione delle scorte come possiamo sapere che altrettanto è stato fatto da tutti gli attori della filiera?

Un altro dato è quello che riguarda la sicurezza microbiologica dell’acqua del boccione, che si esaurisce subito dopo l’apertura: l’acqua andrebbe consumata nel giro di 24 ore ma questo non succede quasi mai.

In conclusione riteniamo che il boccione d’acqua non sia un modo “moderno” per risolvere il problema dell’idratazione in ufficio. In tempi come questi in cui la parola d’ordine a lavoro è proprio smart suggeriamo ai nostri lettori di affidarsi a tecnologie più intelligenti, meno inquinanti e persino più economiche: gli erogatori d’acqua con collegamento alla rete idrica.

Noi di ACQUALYS mettiamo a vostra disposizione diverse linee di erogatori d’acqua, che sanno incontrare le esigenze di ogni settore: il piccolo ufficio, l’hotellerie, le amministrazioni pubbliche, le scuole, le università e i condomini. Contattateci per ricevere informazioni.