Quanta acqua serve in ufficio ogni giorno? Quando in un ambiente di lavoro sono presenti decine di persone, garantire una disponibilità adeguata di acqua significa considerare non soltanto il consumo, ma anche come l’acqua viene approvvigionata, distribuita e gestita all’interno dell’azienda.
Con l’acqua in bottiglia, all’aumentare dei dipendenti aumentano anche le confezioni da acquistare, ricevere, trasportare internamente e stoccare. Per questo, soprattutto negli uffici con molte persone, può essere utile valutare un sistema capace di rendere l’acqua disponibile direttamente nel luogo di lavoro.
Gli erogatori d’acqua collegati alla rete idrica permettono di creare uno o più punti acqua aziendali senza dover mantenere continue scorte di bottiglie.
Quanta acqua serve ogni giorno in un ufficio?
Non esiste un quantitativo identico per tutte le aziende. Il fabbisogno d’acqua di un ufficio dipende dal numero di persone presenti, dal tempo trascorso sul luogo di lavoro, dalla temperatura degli ambienti, dalla stagione, dalle abitudini individuali e dall’eventuale presenza di visitatori e clienti.
Per questo motivo, quando si deve organizzare il servizio acqua aziendale, il numero dei dipendenti rappresenta un importante punto di partenza, ma non è l’unico parametro da considerare.
Un ufficio con 10 persone avrà infatti esigenze molto diverse rispetto a una sede con 50 o 100 dipendenti. All’aumentare degli utilizzatori cresce non soltanto il volume complessivo richiesto, ma anche la possibilità che molte persone utilizzino il punto acqua negli stessi momenti della giornata.
Guarda il video: quando aumentano le persone, aumenta anche l’acqua da gestire
Nel nostro nuovo video partiamo da una situazione molto semplice: un ufficio con 30 persone. Quanta acqua bisogna rendere disponibile ogni giorno? E soprattutto, cosa significa gestirla quando viene fornita attraverso confezioni e bottiglie?
Il problema non riguarda soltanto bere l’acqua. Bisogna anche ordinarla, riceverla, movimentarla, trovare uno spazio per le scorte e gestire le bottiglie utilizzate.
Guarda il video Acqualys:
20, 50 o 100 dipendenti: perché cambia la gestione dell’acqua?
Il numero di persone presenti in azienda influenza direttamente l’organizzazione del servizio acqua. Non bisogna però limitarsi a moltiplicare un consumo teorico per il numero dei dipendenti: è importante capire come e quando viene utilizzato il punto acqua.
Uffici fino a 20 persone
In un ufficio di piccole dimensioni il numero degli utilizzatori è contenuto e normalmente anche i picchi di utilizzo sono più facilmente gestibili. È comunque importante scegliere un punto acqua facilmente accessibile e posizionato in una zona utilizzata frequentemente dai dipendenti.
Uffici da 20 a 50 persone
Quando il numero dei dipendenti aumenta, diventano più importanti la capacità dell’erogatore e la frequenza di utilizzo. Pause, riunioni e pausa pranzo possono concentrare molte richieste in intervalli di tempo relativamente brevi.
In questo scenario è quindi utile valutare non soltanto il consumo complessivo, ma anche le prestazioni necessarie durante i momenti di maggiore utilizzo.
Uffici da 50 a 100 persone
In aziende di queste dimensioni entrano in gioco anche la distribuzione degli spazi e la posizione delle postazioni di lavoro. Un unico punto acqua potrebbe risultare poco pratico se l’ufficio è molto grande, distribuito su più aree o organizzato su piani differenti.
Può quindi essere opportuno valutare più punti di erogazione, migliorando l’accessibilità e distribuendo l’utilizzo tra diverse zone dell’azienda.
Aziende con oltre 100 dipendenti
Per le sedi con un numero elevato di persone è particolarmente importante progettare il servizio in funzione della struttura dell’edificio, dei reparti, dei piani e dei flussi interni.
In questi casi la soluzione non consiste necessariamente nell’installare un singolo erogatore più grande: può essere preferibile realizzare più punti acqua opportunamente distribuiti.
Il consumo non è l’unico problema: bisogna gestire anche le bottiglie
Quando l’acqua viene fornita in bottiglia, il consumo rappresenta soltanto una parte dell’organizzazione necessaria.
Le confezioni devono essere ordinate, consegnate, scaricate, movimentate e conservate fino al momento dell’utilizzo. Una volta consumata l’acqua, bisogna inoltre gestire le bottiglie vuote e i relativi rifiuti.
Più cresce il numero dei dipendenti, più questa attività può diventare evidente nella normale gestione dell’ufficio.
È lo stesso principio che abbiamo raccontato nel nostro approfondimento sul percorso e sulla gestione dell’acqua in bottiglia: prima di arrivare al bicchiere, una bottiglia deve attraversare diverse fasi logistiche.
Erogatori collegati alla rete: acqua disponibile senza scorte di bottiglie
Un erogatore collegato direttamente alla rete idrica cambia il modo in cui l’acqua viene gestita all’interno dell’azienda.
Invece di organizzare periodicamente l’approvvigionamento di confezioni, l’acqua arriva al punto di erogazione attraverso la rete idrica dell’edificio e viene trattata dal sistema secondo le caratteristiche dell’apparecchiatura installata.
I dipendenti possono così utilizzare bicchieri o borracce riutilizzabili e accedere al punto acqua durante la giornata, senza la necessità di mantenere una scorta equivalente di bottiglie per quel servizio.
Questo permette anche di liberare gli spazi precedentemente destinati allo stoccaggio delle confezioni e di ridurre le attività interne legate alla loro movimentazione.
Come scegliere un erogatore d’acqua in base al numero di dipendenti?
Per scegliere correttamente un erogatore professionale non è sufficiente conoscere soltanto il numero delle persone presenti in azienda.
Tra gli elementi da valutare ci sono:
- numero di utilizzatori abituali;
- picchi di utilizzo durante la giornata;
- dimensioni e distribuzione degli spazi aziendali;
- eventuale necessità di installare più punti acqua;
- tipologie di acqua desiderate;
- posizione disponibile per l’installazione;
- modalità di utilizzo da parte di dipendenti, clienti e visitatori;
- esigenze di manutenzione e assistenza.
È quindi preferibile parlare di dimensionamento del servizio acqua piuttosto che scegliere un apparecchio esclusivamente in funzione di una cifra indicativa di consumo.
Dove installare l’erogatore in ufficio?
Anche la posizione influenza l’efficacia del servizio. L’erogatore dovrebbe essere facilmente raggiungibile dagli utilizzatori e integrarsi con l’organizzazione degli ambienti.
Area break, zona comune, corridoio centrale, mensa o altri spazi condivisi possono rappresentare possibili punti di installazione, a seconda della configurazione della sede.
Negli uffici più grandi può essere più funzionale distribuire diversi erogatori nelle aree maggiormente frequentate, evitando che tutti i dipendenti debbano raggiungere un unico punto acqua.
Domande frequenti sull’acqua in ufficio
Quanta acqua serve per 20 dipendenti?
Non esiste un valore unico valido per tutte le aziende. Per stimare il fabbisogno bisogna considerare il numero degli utilizzatori, le ore di permanenza, la stagione, le caratteristiche dell’ambiente e le abitudini di consumo. Per scegliere l’erogatore è inoltre importante valutare i possibili picchi di utilizzo.
Quanta acqua serve per 50 dipendenti?
Con 50 dipendenti il volume richiesto aumenta, ma diventa particolarmente importante considerare anche quando viene consumata l’acqua. Pause e pranzo possono generare picchi concentrati, per cui il dimensionamento dell’erogatore deve tenere conto della frequenza di utilizzo oltre che del numero complessivo di persone.
Un solo erogatore è sufficiente per un ufficio?
Dipende dal numero di utilizzatori e soprattutto dalla disposizione degli ambienti. Per un ufficio compatto può essere sufficiente un punto acqua, mentre in sedi grandi, su più piani o con molti dipendenti può essere più funzionale installare più erogatori.
Come si calcola il fabbisogno d’acqua di un ufficio?
La stima parte dal numero delle persone presenti e considera permanenza in sede, giorni lavorativi, condizioni ambientali, stagionalità e abitudini di utilizzo. Per dimensionare un erogatore bisogna aggiungere a questi elementi anche la concentrazione dei consumi nei diversi momenti della giornata.
È meglio utilizzare bottiglie o un erogatore collegato alla rete?
Le due soluzioni richiedono modalità di gestione differenti. L’acqua in bottiglia necessita di approvvigionamento, trasporto, spazio per le scorte e gestione dei contenitori utilizzati. Un erogatore collegato alla rete utilizza invece l’acqua disponibile nell’edificio e permette di eliminare la necessità di mantenere scorte equivalenti di bottiglie per il servizio erogato.
Per un’azienda grande conviene installare più erogatori?
In molti contesti può essere utile. La scelta dipende dalla disposizione della sede, dal numero di piani, dalla posizione dei reparti e dal numero di utilizzatori. Più punti acqua possono distribuire meglio l’utilizzo e rendere il servizio più facilmente accessibile.
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Ogni ambiente di lavoro ha esigenze differenti. Numero di dipendenti, dimensioni degli spazi, frequenza di utilizzo e tipologia di acqua desiderata sono alcuni degli elementi da considerare per individuare la configurazione più adatta.
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