Lasciare l’acqua in bottiglia al caldo è pericoloso per la salute. Ecco perché

Quando fa caldo è bene stare attenti a non lasciare mai l’acqua delle bottiglie di plastica nei luoghi in cui le temperature sono alte. Questo vale anche per le bottigliette che spesso si usa portare in macchina e dimenticare negli appositi scomparti o sui sedili, quando ci si allontana dall’auto.

Quando fa caldo è bene stare attenti a non lasciare mai l’acqua delle bottiglie di plastica nei luoghi in cui le temperature sono alte. Questo vale anche per le bottigliette che spesso si usa portare in macchina e dimenticare negli appositi scomparti o sui sedili, quando ci si allontana dall’auto.
La plastica, per chi ancora non lo sapesse, se si scalda può diventare molto nociva per la salute. A confermarlo è anche un recente studio cinese-americano pubblicato dalla rivista Environmental Pollution.

La ricerca nel dettaglio

Gli scienziati dell’Università di Nanjing in Cina e dell’Università della Florida hanno esaminato 16 diverse marche di acqua in bottiglia lasciate a tre diverse temperature (quella del frigorifero, la normale temperatura ambiente e quella dell’interno di un’automobile) per quattro settimane e hanno studiato con accuratezza i materiali utilizzati per la produzione delle bottiglie. In particolare, sono stati controllati i livelli di due sostanze, antimonio e bisfenolo A (BPA). Il primo, è un metallo pesante che la medicina considera responsabile di alcune malattie polmonari, gastrointestinali e cardiache; il secondo, invece, è una sostanza che la plastica utilizzata per produrre le bottiglie non dovrebbe mai contenere. La ricerca rileva che, man mano che la temperatura sale e più passa il tempo, i livelli di antimonio e BPA aumentano. Dei 16 brand analizzati, solo uno è riuscito a superare lo standard definito dall’EPA per i livelli di antimonio e BPA. La spiegazione di tutto questo va ricercata nel fatto che le bottiglie definite di “plastica” sono in realtà realizzate con tereftalato, un materiale che quando entra in contatto con fonti di calore rilascia, purtroppo, entrambe le sostanze.

A cosa bisogna stare attenti quando si beve acqua in bottiglia

I camion non devono essere parcheggiati sotto il sole e, una volta raggiunta la destinazione, le casse d’acqua e i bancali scaricati non vanno lasciati all’esterno, al caldo, davanti a magazzini e supermercati. Come già anticipavamo, è fondamentale prestare molta attenzione all’acqua che, spesso, soprattutto durante la bella stagione, portiamo con noi in macchina. Mai lasciare bottiglie di plastica nell’abitacolo per ore e poi berne il contenuto. Stessa cosa vale per chi, per lavoro, trasporta acqua minerale: i camion non devono essere parcheggiati sotto il sole e, una volta raggiunta la destinazione, le casse d’acqua e i bancali scaricati non vanno lasciati all’esterno, al caldo, davanti a magazzini e supermercati. L’acqua in bottiglia a uso alimentare, così come le altre bevande conservate nei contenitori di plastica, non dovrebbero mai essere esposte a fonti di calore! Non si dimentichi, inoltre, che la causa di una possibile depolimerizzazione della plastica è proprio la luce solare diretta.

Non bere acqua “calda” in bottiglia

Mai lasciare bottiglie di plastica nell’abitacolo per ore e poi berne il contenuto. La professoressa Lena Ma che ha condotto la ricerca per l’Università della Florida dichiara che bere occasionalmente acqua “riscaldata” contenuta nelle bottiglie di plastica non arreca danni permanenti alla salute ma, questa cattiva abitudine, non deve essere perpetrata a lungo. Nel tempo, infatti, potrebbero essere soprattutto gli anziani e i bambini a risentirne. Cosa fare allora per evitare rischi?

  • Tenere in auto solo le bottigliette che servono per il viaggio e sostituirle frequentemente.
  • Utilizzare contenitori in vetro oppure in cartone (come quelli dei succhi di frutta).
  • Sistemare le casse o le bottiglie d’acqua comprate al supermercato sotto il sedile o nel bagagliaio in modo che non ricevano luce solare diretta.
  • Riempire una borraccia di alluminio di acqua fresca del rubinetto o erogata da un distributore d’acqua prima di uscire di casa. La qualità dell’acqua potabile pubblica, infatti, viene controllata più spesso di quella in bottiglia.