Durezza dell’acqua: cos’è e come si determina

Durezza dell'acqua non significa solo presenza di calcare

Lo sappiamo, l’acqua è fondamentale per la vita di tutti gli esseri viventi. Nel nostro corpo, a seconda dell’età e del sesso, essa è contenuta in differente percentuale: 75% nei neonati e 60% circa negli adulti. Svolgendo funzioni indispensabili per la sopravvivenza, è necessario che l’uomo ne assuma una buona dose quotidiana per evitare il rischio di disidratazione.

Non in tutto il mondo, però, c’è abbondanza di acqua e, di conseguenza, molti popoli non hanno la possibilità di attingere a questa fonte di sostentamento. Le nazioni più civilizzate e moderne, invece, dispongono di bacini e reti idriche che permettono di riceverla ogni giorno e utilizzarla per coltivare, allevare e, ovviamente, dissetarsi.

L’acqua che raggiunge le nostre abitazioni è potabile?

Sì, l’acqua del rubinetto di casa è potabile perché possiede determinate caratteristiche organolettiche e microbiologiche che la rendono buona, limpida e sana. Le Asl effettuano controlli e analisi sistematiche nel corso dell’anno per verificare che non sia contaminata, né contenga colonie di microorganismi.

Per rendere l’acqua davvero potabile vengono usualmente compiuti due processi:

  1. correzione della durezza
  2. sedimentazione e filtrazione

Il primo si svolge solo se necessario, quando l’acqua è troppo dura; serve, infatti, per addolcirla grazie a particolari demineralizzatori o addolcitori. Il secondo, invece, è necessario per eliminare calcare, sali di calcio e magnesio e altre particelle solide.

Cosa si intende per durezza dell’acqua

Durezza dell’acqua uguale presenza di calcare, questo è ciò che pensa il maggior numero di persone. In realtà, il valore indica il contenuto totale di ioni di calcio e magnesio presenti in essa.Durezza dell’acqua = presenza di calcare, questo è ciò che pensa il maggior numero di persone. In realtà, il valore indica il contenuto totale di ioni di calcio e magnesio (oltre a quello di eventuali metalli pesanti) presenti in essa.

I gradi Francesi (°F) sono l’unità di misura della durezza dell’acqua e, secondo il DDL n.31 del 2001, le acque vengono dichiarate potabili solo quando la loro durezza è compresa tra 15°F e 50°F: 1° F corrisponde a 10 mg/L di carbonato di calcio, ovvero a un intervallo di concentrazione di calcio carbonato di 150-500 mg/L.

La durezza può influenzare il pH dell’acqua e, a seconda della concentrazione di calcio e magnesio, condizionare anche il suo sapore.

Durezza totale, temporanea e permanente

In base alla struttura dei sali contenuti in essa, la durezza dell’acqua può essere temporanea, permanente o totale. Entriamo nel dettaglio per capire a cosa si riferiscono queste tipologie:

  • durezza temporanea: è dovuta al bicarbonato di calcio Ca(HCO3)2 e al bicarbonato di magnesio Mg(HCO3)2 che possono essere eliminati mediante riscaldamento dell’acqua; in questo modo si ha una perdita di anidride carbonica CO2 che dà luogo alla formazione di carbonati poco solubili che provocano le incrostazioni;
  • durezza permanente: è dovuta ai solfati e ai cloruri che non si eliminano con l’ebollizione dell’acqua e non provocano incrostazioni;
  • durezza totale: è la somma della durezza temporanea e di quella permanente, ovvero il totale dei sali di calcio e magnesio sciolti in acqua.

L’acqua potabile è fonte di calcio e magnesio

Come abbiamo visto, il valore della durezza dell’acqua potabile indica il contenuto di calcio e magnesio presenti in essa. Questi due nutrienti favoriscono alcune fra le più importanti funzioni vitali del nostro organismo il quale, non riuscendo a sintetizzarli autonomamente, li assorbe tramite l’acqua e il cibo di cui si nutre.

Il calcio, soprattutto nei bambini, nelle donne e, in generale, in età avanzata, è indispensabile per le nostre ossa perché previene l’osteoporosi. Regola, inoltre, i meccanismi di contrazione dei muscoli, di trasmissione degli impulsi nervosi, di rilascio ormonale, di coagulazione del sangue, di moltiplicazione e differenziazione cellulare e molto altro ancora.

Il magnesio, invece, essenziale in numerosi processi metabolici, sostiene la mineralizzazione e lo sviluppo dell’apparato scheletrico e supporta l’attività di oltre 300 sistemi enzimatici. Partecipa attivamente al metabolismo energetico dell’organismo, al sostegno cardiovascolare, regola l’umore, la sensibilità e, in parte, anche le nostre funzioni psichiche.

Durezza dell’acqua e salute

I processi di correzione della durezza, sedimentazione e filtrazione permettono di mantenere nel limite dei livelli di sicurezza le percentuali di calcio e magnesio contenute nell’acqua potabile che, secondo l’OMS, fornisce al corpo umano dal 5% al 20% del fabbisogno quotidiano.

La consuetudine di credere che acque ricche di calcio e magnesio facilitino l’insorgere dei calcoli renali non è corretta. Studi e ricerche scientifiche, condotte già a partire dagli anni ’50 e confermate di recente anche dalla comunità scientifica mondiale, evidenziano l’opposto e, anzi, segnalano che la durezza dell’acqua favorisce la prevenzione dalle malattie cardiovascolari.

Sulla base di queste evidenze scientifiche, risulta chiaro che l’acqua del rubinetto, che non ha nulla da invidiare all’acqua in bottiglia, si può bere in tutta tranquillità. Chi possiede un erogatore d’acqua, inoltre, ha una garanzia in più: la certezza che, grazie al sistema di filtrazione presente all’interno del dispenser, cloro ed eventuali residui di sostanze nocive, siano del tutto eliminati.