Arsenico nell’acqua potabile: cos’è e come eliminarlo

L’arsenico è un elemento chimico pericoloso poiché presente in alcuni alimenti ma anche nell’acqua potabile e minerale.

L’arsenico è un elemento chimico che si trova nell’ambiente che ci circonda in forma organica e inorganica (la più tossica) ed è pericoloso per l’uomo in quanto presente in alcuni alimenti oltre che nell’acqua proveniente da zone di origine vulcanica.

Perché l’arsenico ha contaminato l’ambiente che ci circonda? Sicuramente a causa della propagazione delle centrali elettriche alimentate a carbone e a gas, dell’incenerimento dei rifiuti, dell’uso dei pesticidi e dei fertilizzanti che hanno contribuito alla sua diffusione.

Dagli alimenti all’uomo: l’arsenico è un pericolo per la nostra salute

L’arsenico inorganico non appena viene ingerito, si diffonde velocemente nel corpo umano andando a intaccare gli organi vitali. Nell’acqua è presente solo in questa forma mentre nei cibi in entrambe le modalità, lo attestano numerose ricerche scientifiche effettuate dal team dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) sui contaminanti nella catena alimentare. Lo studio ha individuato i gruppi di alimenti in cui l’arsenico inorganico è presente in quantità abbondante, tra questi ci sono i cereali ma anche l’acqua in bottiglia, il caffè, la birra, il pesce e le verdure.

Arsenico nell’acqua in bottiglia?

La legge italiana, a seguito della Direttiva Europea 98/83/CE del 25 dicembre del 2003 mediante il Decreto Legislativo 31/01, obbliga i produttori di acqua in bottiglia a rispettare lo stesso limite di concentrazione di arsenico vigente per le acque pubbliche, ovvero 10 μg/l.Sì, nemmeno l’acqua minerale è esente dalla contaminazione. La legge italiana, a seguito della Direttiva Europea 98/83/CE del 25 dicembre del 2003 mediante il Decreto Legislativo 31/01, obbliga i produttori di acqua in bottiglia a rispettare lo stesso limite di concentrazione di arsenico vigente per le acque pubbliche, ovvero 10 μg/l. Le autorizzazioni alla vendita delle acque minerali sono rilasciate dal Ministero della Sanità dopo un attento controllo della presenza di arsenico. È sempre il Ministero a imporre azioni correttive quando il livello risulta superiore a quello stabilito. I controlli delle ASL con i laboratori ARPA vengono effettuati trimestralmente alle sorgenti e mensilmente alle linee d’imbottigliamento. Sono inoltre previste verifiche casuali anche nei punti di commercializzazione.

Gli effetti negativi sulla salute

L’assunzione costante di arsenico inorganico provoca effetti negativi sulla salute dell’uomo. La IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) lo considera un elemento cancerogeno soprattutto se viene ingerito in quantità superiore ai 200µg. Va ricordato, infatti, che l’arsenico entra in circolo nel nostro organismo dal cibo, dall’acqua che beviamo e anche dall’aria contaminata che respiriamo.

L’esposizione a questo elemento chimico per lunghi periodi può provocare gravi effetti collaterali e cronici a livello dermatologico, patologie gastrointestinali, cardiovascolari, neurologiche, immunologhe e polmonari. I bambini, tra l’altro, sono quelli che rischiano maggiormente poiché, rispetto agli adulti, a causa del loro peso corporeo, assumono una maggiore quantità di arsenico.

Precauzioni e prevenzione

Per evitare la contaminazione da arsenico è importante ridurre il consumo di tutti quegli alimenti che lo contengono in elevate concentrazioni. Il consiglio è quello di informarsi bene sull’origine di alcuni prodotti, cercando di non mangiare alimenti provenienti da aree potenzialmente contaminate così come l’uso d’acqua d’irrigazione infetta. Per quanto riguarda l’acqua del rubinetto, invece, esistono soluzioni risolutive, quali l’installazione di distributori d’acqua a uso domestico.

Metodi per purificare l’acqua ed eliminare l’arsenico

Un erogatore d’acqua per la casa o per l’ufficio può risolvere il problema. La presenza di filtri ai carboni attivi migliora il sapore dell’acqua pubblica ed elimina le sostanze nocive presenti in essa. I filtri, infatti, possono trattenere le sostanze, fino alla dimensione di 1 micron.

Le soluzioni per eliminare il problema all’origine, invece, sono ancora in fase di studio. Una recente scoperta “green” effettuata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Stoccolma potrebbe, col tempo, fare la differenza. Si tratta del warnstofia fluitans, un particolare tipo di muschio acquatico tipico delle zone a nord della Svezia che, se messo in contatto con l’acqua potabile, la purifica dall’arsenico in poco tempo.

Perché questo metodo sia applicabile su larga scala, il team sta cercando di realizzare un sistema di zone umide a base vegetale dove far crescere il muschio. Il sistema dovrà essere installato in punti adeguati, ovvero prima che l’acqua entri in circolo, diventi potabile e utilizzabile per l’irrigazione.